Disposizioni del Decreto Legge n. 33 del 16 maggio 2020 e del DPCM del 17 maggio 2020

Pubblichiamo una sintesi coordinata del Decreto-Legge n. 33 del 16 maggio 2020 e del Decreto PCM del 17 maggio 2020, contenenti nuove misure di contenimento del contagio nell’attuale contesto della “Fase 2” dell’emergenza sanitaria Covid-19.

– dal 18 maggio 2020 vi è libertà di circolazione all’interno delle regioni;

– fino 2 giugno 2020 sono vietati gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;

– fino al 2 giugno 2020 sono vietati gli spostamenti da e per l’estero, con mezzi di trasporto pubblici e privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute o negli ulteriori casi individuati con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;

– è vietato spostarsi dalla propria abitazione o dimora alle persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus Covid-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata;

– la quarantena precauzionale è applicata con provvedimento dell’Autorità Sanitaria ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di soggetti positivi al virus Covid-19 e agli altri soggetti indicati con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020;

– è vietato l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico; le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e fieristico, nonché ogni attività convegnistica o congressuale, in luogo pubblico o aperto al pubblico, si svolgono, ove ritenuto possibile sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici, con le modalità stabilite con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020 (i.e. il DPCM del 17 maggio 2020). Il Sindaco può disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;

– le riunioni si svolgono garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;

– le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio; nel caso della Chiesa cattolica romana si fa riferimento al protocollo firmato dal Presidente della CEI in data 7 maggio 2020 e in vigore dal 18 maggio 2020 (si veda l’allegato 1 al DPCM);

– le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore e universitaria, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali, e da soggetti privati, continueranno a essere sospese in presenza e svolte a distanza;

– le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee-guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee-guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee-guida adottati a livello nazionale. Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee-guida, regionali, o, in assenza, nazionali, che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

– i soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre maggiore di 37,5 °C devono rimanere presso il proprio domicilio contattando il proprio medico curante;

– è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità;

– dal 15 giugno 2020 sarà consentito l’accesso di bambini e ragazzi ai luoghi destinati alle attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con operatori per la custodia e con l’obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza conformi alle linee-guida definite dal Dipartimento Politiche della Famiglia; le Regioni potranno prevedere una diversa data di inizio attività se compatibile con la situazione epidemiologica del territorio;

– è consentito svolgere attività sportiva e motoria all’aperto, anche in aree attrezzate e parchi pubblici, purché nel rispetto della distanza di sicurezza di 2 metri per l’attività sportiva e di 1 metro per ogni altra attività;

– restano sospesi gli eventi e le manifestazioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati;

– dal 25 maggio 2020 saranno consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e del divieto di assembramento, l’attività sportiva di base e l’attività motoria nelle palestre, piscine, centri e circoli sportivi, strutture per il benessere della persona, pubblici e privati; le Regioni potranno prevedere una diversa data di inizio attività se compatibile con la situazione epidemiologica del territorio;

– lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica a condizione che siano osservate le distanze sociali e le altre misure di contenimento, nel rispetto delle prescrizioni imposte dal questore ai sensi del TULPS;

– restano sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo;

– gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto restano sospesi fino al 14 giugno; dal 15 giugno tali spettacoli sono svolti con posti a sedere pre-assegnati e distanziati, a condizione che siano rispettati il protocollo sugli spettacoli (si veda l’allegato 9 al DPCM) e, sempre, la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro sia per il personale sia per gli spettatori; le Regioni potranno prevedere una diversa data di inizio attività se compatibile con la situazione epidemiologica del territorio;

– restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto del protocollo sugli spettacoli e le distanze di sicurezza;

– restano comunque sospese le attività che abbiano luogo nelle sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto e al chiuso, le fiere e i congressi;

– il servizio di apertura dei luoghi della cultura è assicurato a condizione che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, nonché dei flussi, garantiscano la fruizione contingentata e comunque tale da consentire il rispetto dei protocolli, della distanza di sicurezza e del divieto di assembramento;

– dal 20 maggio 2020 sarà ammesso lo svolgimento dei corsi abilitanti e delle prove effettuate dalla Motorizzazione e dalle autoscuole, secondo le linee-guida adottate dal Ministero;

– restano sospese le attività dei centri benessere, dei centri termali (con l’eccezione delle prestazioni LEA), centri culturali, centri sociali;

– le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee-guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee-guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10 al DPCM; è raccomandata l’applicazione delle misure di cui all’allegato 11 al DPCM;

– le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite a condizione che le Regioni abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee-guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee-guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee-guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10 al DPCM; continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; resta anche consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, anche negli esercizi siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade, fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi;

– le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione che le Regioni abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee-guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee-guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee-guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10; resta fermo lo svolgimento delle attività inerenti ai servizi alla persona già consentite sulla base del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020;

– le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate a condizione che le Regioni abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee-guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee-guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel rispetto di quanto stabilito dalla presente lettera e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10 al DPCM. Per tali attività e nelle spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro, secondo le prescrizioni adottate dalle Regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi, delle infrastrutture e della mobilità;

– le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee-guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle Regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10 al DPCM, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive;

– sull’intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali rispettano i contenuti del protocollo sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all’allegato 12 al DPCM, nonché, peri rispettivi ambiti di competenza, il protocollo relativo ai cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e le parti sociali, di cui all’allegato 13 al DPCM, e il protocollo relativo al settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all’allegato 14 al DPCM;

–  le persone, che fanno ingresso in Italia tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicarlo immediatamente al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente per territorio e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora preventivamente indicata all’atto dell’imbarco; in caso di insorgenza di sintomi Covid-19, sono obbligate a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità Sanitaria per il tramite dei numeri telefonici dedicati;

–  le persone fisiche che entrano in Italia, tramite mezzo privato, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente per il luogo in cui si svolgerà il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora indicata nella medesima comunicazione; in caso di insorgenza di sintomi Covid-19, sono obbligate a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità Sanitaria per il tramite dei numeri telefonici dedicati;

– diversa disciplina è prevista per i transiti e i soggiorni di breve durata in Italia delle persone con comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute o negli ulteriori casi individuati con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020;

–  dal 3 al 15 giugno 2020 restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi dai seguenti: Stati membri dell’Unione Europea, Stati parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;

– è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza; non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti; possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso;

– l’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie;

– si sottolinea l’importanza e si raccomanda di rispettare le norme igenico-sanitarie riportate nell’allegato 16 al DPCM.

 

Si propone in consultazione l’allegato 1 al DPCM del 17 maggio 2020.